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Il segreto del successo degli Azzurri non starà mica nella barba?

Una nazionale dal look variegato

Bonucci, Sirigu, Donnarumma, Chiellini, Cristante, Berardi, Insigne, Locatelli, Acerbi, Palmieri, Pellegrini, Florenzi e Vialli… hanno tutti qualcosa in comune.

Sì certo, oltre all’Europeo vinto!

E sto parlando della… barba!

Questo Europeo, che si è concluso (per noi, per gli Inglesi un po’ meno) nel migliore dei modi è stato anche l’ennesima conferma di quanto il look barbuto, in ogni sua forma, non passi mai di moda.

Abbiamo potuto assistere alla nuova tendenza dell’estate (ti ricordi? Te ne avevo parlato in quest’articolo): una barba non troppo lunga ma definita nella forma. Comoda, pratica e facile da gestire (chissà se hanno avuto a disposizione un barbiere…)

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Insomma, tanta attenzione agli allenamenti e… alla cura del look.

È molto interessante perché, nonostante la fisionomia dei giocatori sia molto diversa (così come lo è l’acconciatura dei capelli), possiamo notare che la barba stia bene su tutti.

Certo, poi sta alla persona scegliere se e come farla crescere, però può essere interessante anche per chi – amante del taglio netto di rasoio – non ha mai provato a diventare… barbuto.

Ma torniamo agli Azzurri e a cosa possiamo imparare dal loro look!

I nostri connazionali, chi più chi meno, hanno una bella barba vigorosa, ben curata e definita, ideale per non dare fastidio durante un impegno così importante. Altro aspetto (che sembra banale) è che questo taglio non permette agli avversari di… tirarli per i peli durante le fasi più concitate del gioco.

Anche l’utilizzo di prodotti specifici è decisivo per la cura della barba. Con il caldo e il sudore causato dal grande sforzo fisico, il rischio di irritazioni è molto alto.

Perciò, oltre alla cura della barba in sé, è necessario fare attenzione anche alla propria pelle che, come già ricordato in questo articolo, è parte integrante del processo di crescita e mantenimento.

Una pelle secca e disidratata rema contro” la salute e lo stato di forma di una barba.

D’altronde, tra mascherine e afa estiva, sono lontani i tempi di giocatori come Moscardelli che era diventato uno dei giocatori più popolari in Italia proprio per il suo modo di tagliare la barba. Qual era il suo taglio?

Non avere un taglio ma lasciar crescere, in modo incontrollato, la sua foresta!

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Anche nella mia barberia si vede questa tendenza: i calciatori sono ormai degli influencer e dettano il futuro delle mode. Chissà quest’anno quanti mi chiederanno la barba “alla Insigne” o alla “Immobile!”.

L’importante, e lo dico sempre ai miei clienti quando vogliono imitare il look di una persona famosa, è assicurarsi che sia compatibile con il loro volto.

Sì perché ogni viso ha una sua particolare forma, che potrebbe o meno essere adatta per un certo stile.

Mi è capitato di persone entrate con un’idea e uscite con un taglio completamente diverso – proprio perché il mio lavoro è anche consigliare il look che faccia risaltare il volto della persona.

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